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II contenitore standard per le varie unità è un grosso parallelepipedo dalle dimensioni approssimative di cm 45x10x31 (Ihp). La carrozzeria è metallica ovunque, tranne che nella parte anteriore, realizzata in materia plastica; il colore è il bianco panna, interrotto solo dalle piccole scritte e da una striscia nera che attraversa orizzontalmente il frontale, nella quale sono posti pulsante e spia di accensione. Ogni unità è poi caratterizzata dai suoi particolari specifici, ma sempre senza discostarsi troppo da questo canone.
L'unità centrale, in particolare, ha il frontale completamente vuoto. Sul retro si trovano due profondi slot per la connessione delle periferiche (unità a disco e/o box di espansione), le uscite per la stampante (Centronics compatibile), per i due monitor (colore e B/N) e per il registratore a cassetta, un tasto di reset, due prese di terra ed il cavo di alimentazione, purtroppo non staccabile. Il peso del tutto è di circa 10 kg.
La tastiera è semiseparata, nel senso che è connessa all'unità centrale tramite un cavo che però non è staccabile. Anch'essa ricalca per quanto possibile la linea degli altri componenti, dato che è larga quanto il box ed ha addirittura la piccola striscia nera orizzontale. La sua dotazione di tasti è normale per macchine di questa categoria: sono presenti un tastierino numerico separato con Enter, tasti di operazione e doppio zero, quattro tasti di movimento cursore, l'Inserì e il Delete.
capacità di 320K non formattati (304K- utili); non moltissimo, in verità, visto che oramai su un minifloppy da 5.25" ci si fanno stare tranquillamente 800K.
Il monitor, da 14" a colori, è montato su un piedistallo che permette di inclinarlo all'indietro di qualche grado per migliorarne la visibilità. Il suo ingombro tutto sommato è abbastanza elevato, cosi come il peso: circa 12 kg. Sul frontale sono accessibili il pulsante di accensione ed il controllo di luminosità, mentre sul retro si trovano il connettore per il collegamento al computer ed il cavo di rete, questa volta (finalmente!) staccabile con presa a vaschetta IEC.

L'interno                    
Già guardando le varie unità, e soprattutto sollevandole, si ha l'impressione che all'interno il materiale sia parecchio e, soprattutto, "sostanzioso". In effetti sia l'unità centrale che quella a dischi, una volta aperte, stupiscono per la costruzione decisamente "non giapponese": da un'industria come Casio, che ha il suo punto di forza proprio nella ultraminiaturizzazione, sinceramente ci saremmo aspettati qualcosa di diverso. Come illustrano meglio le foto, oltre al notevole ingombro della parte prettamente elettronica, che tradisce una certa anzianità del progetto, è il complesso assemblaggio meccanico che impressiona: certo, nulla da dire sulla robustezza della costruzione, ma un po' più
Inoltre ci sono un tasto Stop/Cont per sospendere momentaneamente un programma Basic e poi riprenderne l'esecuzione, un tasto Break per interrompere definitivamente un'operazione in corso, ed un tasto Graph per accedere al set di caratteri semigrafici.
L'unità a disco è un paio di centimetri
più alta dell'unità centrale, a causa dell'ingombro obbligato delle meccaniche dei due drive, che non si possono certo definire slim-line. Sul frontale compaiono le finestrelle per l'inserimento dei dischetti con relativi led "in use", mentre posteriormente si trovano solo il cavo di rete e quello di connessione al computer, entrambi non staccabili (ma è una mania!), oltre alle immancabili due prese di terra. Un'ampia zona della carrozzeria è forata per permettere un'adeguata circolazione d'aria.
Anche per questa unità il peso si aggira
sui 10 kg. I due drive sono a doppia faccia singola densità, ed ogni dischetto ha una


Il classico primo piano della tastiera. Notare la prima fila di tasti definibili.

Estratto da MCMicrocomputer n°30, edizioni Technimedia, Roma
Autorizzazione alla pubblicazione concessa.

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